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Pillole di storia del costume!

COSTUMI ROMANICI DAL 1000 AL 1100

Dopo l’anno 1000, con la ripresa dei commerci, a causa dell’indebolimento del feudalesimo, anche l’abbigliamento subì delle modifiche e nuove influenze. La linea si fa' essenziale e simmetrica. Per l’uomo, la tunica e' corta, calzebraghe e mantello. Per la donna, tunica bianca lunga con una sopravveste più corta a larghe sono le maniche. Sul capo, una cuffia intrecciata, con velo che incornicia e abbellisce il viso. Fondamentali furono le crociate, introdussero nuovi tessuti più raffinati, tra i quali la seta, il damasco e la mussolina e arrivarono anche nuove tecniche di taglio. E’ in questo periodo che sorsero le prime corporazioni dei sarti e si diffuse tra i nobili la consuetudine di ricorrere a questi bravissimi artigiani.

COSTUMI GOTICI  DAL  1200 AL  1300

Verso la fine del XII secolo comparve la crespine, una sorta di reticella che lasciava vedere i capelli femminili, ciò suscitò un certo scalpore, dato che nelle epoche precedenti era considerato immorale lasciar vedere i capelli delle donne. La linea del costume rispecchia lo slancio verticale dell’arte gotica che fa apparire le forme più snelle e longilinee. L’uomo indossa un farsetto in tessuto operato con calzamaglia e relativo cappello. La donna, una ricca veste con scollatura a punta, vita leggermente alta e caratteristico copricapo che aumenta la verticalità della figura. Comparvero anche i primi giullari, preposti al divertimento dei Signori.

COSTUMI RINASCIMENTALI DEL 1400

La linea degli abiti non è più influenzata dallo stile gotico, si era più attenti all’eleganza e alle buone maniere. In Italia, in questo periodo, con lo sviluppo delle industrie dei tessuti, si diffonde l’impiego dei velluti damascati e dei broccati, che costituiscono gli elementi primari dell’ abbigliamento rinascimentale. Nella prima metà del XVI secolo le classi alte indossavano abiti dal colore molto vivace, ricamati e impreziositi con gemme, l ’uomo indossa un farsetto di velluto operato, tessuto con telaio a mano, completato di calzamaglia e tipico cappello "Chaperon". La donna indossa un’ ampia e lunga veste di  raso tessuto con fili di metallo nobile (oro e argento) la vita è alta e sboffi all’ attaccatura delle maniche. Una cuffietta raccoglie i capelli, lasciando la fronte libera come prescrive la moda del "Quattrocento".

COSTUMI RINASCIMENTALI ITALIANI DEL 1500

Dal 1480 al 1510 dominò la moda italiana, dal 1510 al 1550 quella tedesca e dal 1550 al 1600 lo stile spagnolo. La purezza delle linee del  quattrocento assumono in questo periodo forme più piene e consistenti. La donna, infatti, indossa un abito con scollatura ampia e quadrata, vita è segnata in posizione naturale, maniche a palloncino, con effetto di contrasto di colore, provocato dagli sboffi di tessuto diverso. Nella seconda metà del Cinquecento l’effetto della rigidità era più accentuato negli abiti femminili, la pettorina era sostenuta da stecche di legno, la sottogonna era sostenuta da cerchi di ferro o di legno. L’uomo, sopra al farsetto ed alla calzamaglia, veste la tipica casacca cinquecentesca con collo di pelliccia e maniche a sbuffo. I cappelli di entrambi rispecchiano lo stile dell’epoca.

COSTUMI DEL 1600 - 1700 BAROCCO E ROCOCO'

La linea dei costumi del Seicento s'ispira ai costumi francesi di quell'epoca. L’abito femminile è composto essenzialmente da una sottoveste e da una veste di colore in contrasto con corpetto attillato e una piccola crinolina. L’uomo indossa una casacca con spalline, senza maniche, che lascia intravedere la camicia con maniche larghe e grande collo piatto bordato di pizzo. Per lui, estroso cappello alla moschettiere a falda larga con grosse piume, comparì anche la cravatta di lino di pizzo, la cui origine era molto discussa. Nella seconda metà del Seicento per la prima volta venne utilizzato il termine moda, inteso come modo di vestire. Il settecento invece é l’epoca della crinolina esasperata, delle parrucche, dei pizzi e dei cicisbei,  nel Settecento, anche grazie alla diffusione delle idee illuministe che conferirono maggiore libertà anche all’abbigliamento, il barocco si evolse nel rococò. L’ abbigliamento femminile è composto da un corpetto stringato e molto aderente, termina generalmente a punta e doppia gonna esageratamente larga sui fianchi, sostenuta dal Panier. Si utilizzavano le sottogonne con strutture di stecche di balena, di canne e vimini. Le maniche al gomito terminano in una cascata di pizzi. Gli uomini invece portano la giacca lunga a campana, ricamata e decorata da passamanerie e sotto, il gilet di colore spesso contrastante.  I pantaloni al ginocchio lasciano scoperte le calze di seta e le tipiche scarpe con fibbie, fiocchi e gale. Anche per gli uomini una profusione di pizzi alle maniche e al collo. Per gli uomini rimasero in uso per tutto il secolo le brache lunghe fino al ginocchio, dove all’inizio venivano chiuse con dei bottoni, poi sostituiti da fibbie ornamentali vari.

COSTUMI DEL 1800

L’inglese Richard Roberts, nel 1822, inventò un telaio perfezionato che si diffuse in tutta Europa fino alla fine del 1800 quando l’americano J. W. Nortrop realizzò il telaio completamente automatico che si usa ancora oggi. Lo stile Impero è improntato da elementi di gusto rinascimentale e classico al quale si ispira. Le donne indossano tuniche dalla linea snella con vita molto alta, con maniche a palloncino, sulle quali pongono la veste mantello che dalla vita scende a formare lo strascico, stretto dove inizia e largo infondo. Per ripararsi dal freddo, un prezioso scialle di cachemire o lana, che completa l’abbigliamento. L’uomo, sotto al frac, indossa il panciotto molto attillato ed i calzoni aderenti che arrivano sotto al ginocchio. Cappello tipico napoleonico chiamato feluca.

COSTUMI DEL 1850 

Dopo la caduta di Napoleone e l' esilio a Santa Elena e con la restaurazione delle monarchie e dei governi legali in europa, lo stile impero aveva uniformato i linguaggi artistici e le mode. La linea femminile tende ad essere nascosta da fogge piu' austere. La vita torna al punto naturale ma aumenta il volume della gonna sostenuta dalla crinolina, e del copricapo. Nella linea e nei dettagli dell’abito femminile si riscontra nettamente il ritorno del periodo Rococò. L’abito ha il corpetto aderente ed ampie scollature, i borghesi, che ormai gestivano quasi totalmente l’economia consacrarono e introdussero nuove tendenze in fatto di costume. L’uomo semplifica il suo abbigliamento con una foggia molto meno appariscente giacca lunga tipo redingote con revers di velluto, gilèt, pantaloni a tubo, cravatta a fiocco e fa' la sua comparsa il cilindro alto e svettante tipico di questo periodo. 

COSTUMI FINE OTTOCENTO L' ARRIVO DEL JEANS

La linea del costume femminile, rispetto al decennio precedente, diventa più sinuosa e morbida, accentuando il drappeggio sul dietro della gonna. Appaiono tessuti leggeri come pizzo e tulle essi si prestano molto bene per creare questo tipo di abito. La sobrietà del vestire maschile e formata da pantaloni, giacca e gilet profilati in raso, di stile inglese. La Bombetta sostituisce il cilindro. A San Francisco, nel 1874, Jacob Davis e Levi Strauss, titolari di un laboratorio di sartoria, brevettarono un metodo di cucitura delle tasche dei pantaloni particolarmente robusto. Confezionarono un paio di calzoni adatti al lavoro di minatori e mandriani, usando un tessuto di cotone chiamato jeans, lavorato e inventato, precedentemente a Genova.

COSTUMI DEL 1900

Nei primissimi anni del novecento, si adotta la linea "a fungo" per la donna, non viene piu' utilizzato il busto  e gli abiti accarezzano le forme del corpo in una linea morbida e fluttuante. Per la prima volta gli abiti vennero presentati dalle indossatrici. Nel 1900 a Londra ci fu una grande esposizione internazionale, in cui molto vasto era il settore dedicato alla moda. L ’ abbigliamento maschile venne un po’ offuscato da quello femminile.

COSTUMI ANNI 20

Anni dove la guerra incombe, ma anni di bellezza ed eleganza, epoca del Charleston, le ragazze cercarono di assomigliare ai ragazzi e si adotta una linea liscia per l’abito femminile che diventa di linea tubolare e semplice, corto, diritto, frangiato e privo di maniche. La donna sacrifica le chiome secondo la nuova moda alla Garçonne e porta lunghissime collane di perle e boa di struzzo. Nacquero due nomi che diverranno famosissimi, Chanel e Schiaparelli. I colori "di moda " erano il beige, il bianco, il marrone chiaro, il verde oliva, l’azzurro e il rosa. Nell’uomo predomina la linea classica di gusto inglese, infatti indossa lo smoking, gessato, grigio o nero,  per la sera con revers di raso lucido. Arrivano gli anni di Bonnie e Clyde.

COSTUMI ANNI 30 - 40

Bonnie e Clyde si conoscono nel gennaio del 1930, a causa di uno scivolone sul ghiaccio. S' innamorano in una notte, e decidono che trascorreranno insieme il resto della loro vita, al volante di una Ford Sedan V8 rubata, a far saltare banche e ad amarsi alla follia.  Negli anni che vanno dal 1930 al 1940, l’abbigliamento delle donne ritrovò la sua femminilità. Le forme femminili, seppure in modo discreto, tornarono ad essere evidenziate e i capelli si allungarono. Gli abiti erano di linea aderente, ma morbida. Intorno a questi anni inizio' la prima produzione di abiti in serie. L’uomo indossava uno smoking molto aderente con collo sciallato di raso lucido per lui arriva anche il doppiopetto di linea piuttosto comoda con pantaloni a tubo. Questi sono stati anche anni di ristrettezze economiche perche' arrivo' la guerra, lo slogan fu riadattare e riparare (Make-do and Mend) gli abiti vecchi o fuori moda. 23 Maggio 1934 , poco dopo le 9, luogo la strada tra Sailes e Gibsland, nei pressi di Arcadia, Louisiana (Usa), Bonnie Parker, di anni 23, e Clyde Barrow, di anni 25, pregiudicati specializzati in rapine, muoiono sotto i colpi della polizia. Al momento della morte, sotto i sedili anteriori della loro Ford 8 cilindri grigio topo, vengono trovati quindici targhe diverse, undici pistole, un'automatica, tre carabine Browning a ripetizione, una fucile da caccia, una Colt, cento caricatori da venti cartucce ciascuno e tremila cartucce di diverso calibro.

COSTUMI ANNI 50 - 60 - 70

La rai inizia le trasmissioni nel 1954. Grazie alla sua rapida diffusione, la televisione diventa ben presto in Italia un fenomeno di costume. L’abito femminile ha la gonna a palloncino ed il corpetto attillato è l’esempio più significativo del gusto del vestire degli anni "Cinquanta". L’uomo indossava un completo blu con revers molto ampi, tra i quali fa spicco una vistosa cravatta a fiori. Arriva lo stile Hippie. Gli hippie avevano abitudine di vestirsi con vestiti molto spesso artigianali gia' da qui dimostrano il fatto di ribellione contro le multinazionali. Usavano pantaloni a zampa di elefante, gilet in pelle o in lana, camicie con colori lucidi e possenti "psichedelici" oppure con colori della pace "rosso , verde , blu ecc ecc...". Le donne invece vestivano con delle gonne lunghe e lunghi cappotti fino alle caviglie, camicie viola o rosa. Erano gli anni le contestazioni studentesche ed operaie che poi prenderanno il nome di sessantotto.

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